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Benvenuto nel sito di Musikstrasse.

Potrai scoprire il catalogo di musica classica dedicato al repertorio poco noto o inedito di grandi compositori e conoscere tutte le iniziative promosse dalla nostra associazione culturale.

KZ MUSIK


KZ MUSIK è l'unica enciclopedia discografica che raccoglie la musica composta nei campi di concentramento di tutto il mondo, tra il 1933 e il 1945.

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OLIVIER MESSIAEN - QUATUOR POUR LA FIN DU TEMPS

I CAMERISTI DI ROMA

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Il Quartetto per la fine dei tempi è una delle pagine più toccanti dell'intera opera di Messiaen. Venne composto nel lager nazista di Goerlitz, dove il compositore fu rinchiuso, nell'inverno 1940-1941. L'opera è ispirata alla visione dell'Angelo che annuncia la fine del Tempo", come viene narrata all'inizio del decimo capitolo dell'Apocalisse di Giovanni. Il Quartetto venne eseguito il 15 gennaio 1941 nel Lager, davanti a cinquemila prigionieri. In questo cd l'opera viene eseguita da Francesco Malatesta (violino), Ugo Gennarini (clarinetto), Francesco Sorrentino (violoncello), Cristofer Giorgilli (pianoforte).

PIANO WORKS-CARL MARIA VON WEBER

STEFANIA CAFARO

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Le opere per pianoforte contenute in questo cd testimoniano il grande virtuosismo e la forza comunicativa di Carl Maria von Weber. Sebbene questo autore sia rimasto per molto tempo sconosciuto al grande pubblico e sia stato spesso escluso dal repertorio dei più celebri pianisti, la sua produzione è interessante in quanto contiene in nuce una serie di importanti elementi di cui hanno fatto tesoro i grandi romantici. Le opere di Carl Maria von Weber sono interpretate dalla pianista siciliana Stefania Cafaro.

RARA MUSICA DEL '900

TRIO CHITARRISTICO DI ROMA

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"Rara" musica del `900 raccoglie sette pezzi di autori europei che rappresentano un panorama dei diversi modi di intendere la modernità. Sono inclusi brani già editi, sebbene ancora non noti come "Follow the star" di Stephen Dogson (1924) e "Rondo" di Paul Hindemith (1859-1963) ed altri che i tre artisti hanno ricevuto, ancora manoscritti, dalle mani dei loro autori, come ad esempio i pezzi di Gangi (1923), Cavallone (1957), D'Ettorre (1959) e Kleynjans (1951). Nonostante la loro varietà stilistica,sono pezzi legati per la forza comunicativa e l'intelleggibilità. Il CD si chiude con"Ultima Rara" (pop song) di Bussotti(1931) in cui si articola un testo letterario sfibrato vocalizzato con consumata bravura da Paolo Poli.

GIOACHINO ROSSINI-MUSICA DA CAMERA

POLIMNIA ENSEMBLE

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Il CD che ha inaugurato la Musikstrasse, vede l?esordio discografico del Polimnia Ensemble, un gruppo di artisti italiani docenti nei conservatori e prime parti delle principali orchestre italiane. L?opera, di carattere monografico, è dedicata al Rossini cameristico e comprende composizioni brevi e dalla semplice struttura, sia vocali che strumentali, oltre a brani brillanti e virtuosistici caratterizzati dalla ricchezza timbrica dell?insieme strumentale. Poche le pagine note, tra cui Une Larme, per violoncello e pianoforte, e alcune rarità come Toast pour le nouvel an, per quartetto vocale.

FOUR HANDS PIANO WORKS-GAETANO DONIZETTI

MARY ELIZABETH SADUN-DANILO MANTO

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Questo cd contiene una serie di opere per pianoforte a quattro amni, scritte da Gaetano Donizetti. Musiche d'intrattentimento ma, allo stesso tempo, testimonianza del raffinato talento pianistico dell'autore-

CASTELNUOVO TEDESCO-GUITAR CHAMBER MUSIC-SERIE AGORA'

ARTURO TALLINI

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I sei Quintetti con pianoforte op.56 appartengono, come la serie consimile all'op.57, all'estrema stagione creativa di Boccherini: come tali, beneficiano delle informazioni che l'autore, da Madrid, inviò per lettera all'editore Pleyel a Parigi. Veniamo così a sapere che, dall'invio di questi Quintetti all'editore, Boccherini si riprometteva un certo successo editoriale, vista la moda parigina per il pianoforte. Ma sappiamo anche che quegli stessi Quintetti avevano visto la luce, nella Madrid di quegli anni e nel palazzo del marchese Benavente, nella versione per archi e chitarra: una sorta di versione privata, destinata alla predilezione - fors'anche alla bravura - chitarristica del padrone di casa. Alcune versioni per chitarra sono andate perdute. Le versioni per pianoforte hanno quindi il merito di averci garantito la conoscenza di opere altrimenti perdute. In ognuna di queste opere la costruzione della forma si basa sull'evento imprevedibile, sulla sorpresa, sul gioco della fantasia, cioè tutto il contrario della prevedibilità e della convenzione. Perchè questo avvenga l'esecuzione deve esaltare la sempre diversa disposizione di luci e ombre, di stasi e movimento.

LUIGI BOCCHERINI-GUITAR WORKS

F.LEPRI-G.GALIA-QUARTETTO DI ROMA

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Questo è un cd didattico che contiene le composizioni di Luigi Boccherini realizzate come basi strumentali che possono da un lato contribuire alla formazione o all'ampliamento del repertorio di musica cameristica, dall'altro fornire uno stimolo a praticare la vera musica d'insieme. I brani sono stati incisi prima senza chitarra. Questa è stata registrata in un secondo momento per dimostrare che si possono ottenere risultati gratificanti suonando accompagnati da una base preregistrata. L'utilizzo del CD è molto semplice: è necessario accordarsi con il La a 440 hz. con un diapason.

CASTELNUOVO TEDESCO-GUITAR CHAMBER MUSIC

ARTURO TALLINI

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LUIGI BOCCHERINI-6 QUINTETTI OP.56

QUARTETTO ELISA-PIERO BARBARESCHI

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i Sei Quintetti con pianoforte op. 56 sono frutto dell'estrema stagione creativa di Luigi Boccherini. Ognuna di queste opere è stata concepita per differenziarsi da tutte le altre, nel suono complessivo, nell'andamento ritmico, nella conduzione armonica. La costruzione della forma si basa sempre sull'evento imprevedibile e sulla sorpresa. Le opere vengono qui eseguite da Piero Barbareschi(piano) e dal Quartetto Elisa.

CASTELNUOVO TEDESCO-GUITAR CHAMBER MUSIC

ARTURO TALLINI

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GEORGE GERSHWIN - THE COMPLETE PIANO WORKS

MASSIMILIANO DAMERINI

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Torna, in una nuova edizione, l?album che raccoglie tutto il repertorio pianistico di George Gershwin. Con espressione ritmica e virtuosistica, il Maestro Massimiliano Damerini ripercorre il vario e complesso percorso del celebre musicista americano, eseguendo pagine che sono in perfetto equilibrio tra il jazz, la musica leggera e la musica colta, ulteriore testimonianza di un talento sfaccettato e versatile.

KZ MUSIK VOL.1

A.DE LEONARDIS/L.GRANATIERO/L.APRILE/A.S

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FABIO BIDINI PLAYS CHOPIN AND SCHUBERT

FABIO BIDINI

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Questo cd contiene un omaggio di Fabio Bidini alla musica di Chopin e Shubert. Nato nel 1968, Fabio Bidini inizia i suoi studi musicali all'età di 4 anni. Si diploma nel 1985 al Conservatorio di S. Cecilia a Roma. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti a livello nazionale incluso il premio "Muzio Clementi" a Firenze e il terzo premio "A. Casagrande" a terni nel 1984. Secondo classificato al premio internazionale "Tommasoni" a Koln nel 1986. Secondo classificato a Pretoria nel 1988. Terzo al premio "F.Busoni" nel 1988. Primo classificato al premio "Città di Marsala" in 1989. Ogni anno Fabio Bidini è in tour (Sudafrica, Germania, Austria ecc) e insegna anche nelle scuole più prestigiose. Ha eseguito numerose performance in numerosi concerti in Italia accompagnato da orchestra ed è stato inserito nelle line-up di prestigiosi eventi, come the American Synphonic Orchestra, the Bolzano and Trento Haydn, the State South Africa Orchestra. Ha registrato diversi spettacoli per radio e televisione. Ha studiato composizione per conto suo.

LUIGI BOCCHERINI-6 QUINTETTI OP.56

QUARTETTO ELISA-PIERO BARBARESCHI

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i Sei Quintetti con pianoforte op. 56 sono frutto dell'estrema stagione creativa di Luigi Boccherini. Ognuna di queste opere è stata concepita per differenziarsi da tutte le altre, nel suono complessivo, nell'andamento ritmico, nella conduzione armonica. La costruzione della forma si basa sempre sull'evento imprevedibile e sulla sorpresa. Le opere vengono qui eseguite da Piero Barbareschi(piano) e dal Quartetto Elisa.

CASTELNUOVO TEDESCO-GUITAR CHAMBER MUSIC-SERIE AGORA'

ARTURO TALLINI

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I sei Quintetti con pianoforte op.56 appartengono, come la serie consimile all'op.57, all'estrema stagione creativa di Boccherini: come tali, beneficiano delle informazioni che l'autore, da Madrid, inviò per lettera all'editore Pleyel a Parigi. Veniamo così a sapere che, dall'invio di questi Quintetti all'editore, Boccherini si riprometteva un certo successo editoriale, vista la moda parigina per il pianoforte. Ma sappiamo anche che quegli stessi Quintetti avevano visto la luce, nella Madrid di quegli anni e nel palazzo del marchese Benavente, nella versione per archi e chitarra: una sorta di versione privata, destinata alla predilezione - fors'anche alla bravura - chitarristica del padrone di casa. Alcune versioni per chitarra sono andate perdute. Le versioni per pianoforte hanno quindi il merito di averci garantito la conoscenza di opere altrimenti perdute. In ognuna di queste opere la costruzione della forma si basa sull'evento imprevedibile, sulla sorpresa, sul gioco della fantasia, cioè tutto il contrario della prevedibilità e della convenzione. Perchè questo avvenga l'esecuzione deve esaltare la sempre diversa disposizione di luci e ombre, di stasi e movimento.

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GEORGE GERSHWIN - THE COMPLETE PIANO WORKS

MASSIMILIANO DAMERINI

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Torna, in una nuova edizione, l?album che raccoglie tutto il repertorio pianistico di George Gershwin. Con espressione ritmica e virtuosistica, il Maestro Massimiliano Damerini ripercorre il vario e complesso percorso del celebre musicista americano, eseguendo pagine che sono in perfetto equilibrio tra il jazz, la musica leggera e la musica colta, ulteriore testimonianza di un talento sfaccettato e versatile.

LUIGI BOCCHERINI- GUITAR WORKS

FERNANDO LEPRI

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RUSSIAN PIANO WORKS - BORODIN,GLAZUNOV,LJADOV,SKRJABIN

VLADIMIR SOFRONIZKIJ

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Il CD rendono omaggio al leggendario pianista russo e al suo magico tocco. Si tratta di registrazioni inedite preziosissime, testimonianza della genialità di un interprete la cui fama si diffuse nel mondo solo dopo la morte, avvenuta a Mosca nel 1961. Un artista di cui ancora oggi apprezziamo il personalissimo modo di far cantare il pianoforte e di fraseggiare, soprattutto nelle interpretazioni del suo amato Chopin o di Skriabin, del quale fu genero. il cd, grazie alla qualità del suono, permettono di godere dell'ascolto di queste indimenticabili esecuzioni registrate a Mosca nel 1959.

C.CZERNY-THE ART OF FINGER DEXTERITY-OP.740

M.MOSCA-V.BRESCIANI-S.CAFARO-F.CARAMIELL

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La tipologia dello studio ottocentesco fu stabilita una volta per tutte da Cramer, nello Studio per il pianoforte (1804-1810). Per Cramer lo studio è un pezzo relativamente breve, basato su un singolo disegno strumentale, il cui prevalente intento tecnico non deve prescindere da un valido contenuto musicale (a differenza dell'esercizio, che consiste nella mera ripetizione di una formula meccanica). Nello studio crameriano l'unità nel disegno strumentale (che resterà una caratteristica essenziale dello studio ottocentesco) discende a sua volta dal modello bachiano, mentre Domenico Scarlatti fu preso a esempio per la virtuosità della scrittura. Gli studi op. 740 si conformano a questa tipologia in maniera anche più rigida di quelli dello stesso Cramer. Ogni studio è contrassegnato da un titolo che ne indica la virtù pedagogica: Chiarezza nell'agilità (n. 3), Dolce saltellare e staccare (n. 9), Agilità nell'alternare le dita (n. 11), e così via. Czerny, nell'impresa di codificare gli stili e le scritture pianistiche esistenti, si avvalse della propria facilità di scrittura e della propria capacità di imitazione. A un nucleo di studi clementiani (come i numeri 1, 5, 27, 28, 32, 34, 50), dalla sonorità potente e dalle ampie dimensioni, se ne aggiungono altri nello stile più conciso di Cramer (ad es. i nn. 8, 37, 41), mentre l'influenza di Hummel sembra affacciarsi negli studi come i nn. 3, 4, 6, 7, 9, 10,13, 18, 29 e 30, improntati a una scrittura aerea ed elegante. Ma gli studi op. 740 offrono anche esempi di linguaggi musicali al di fuori del genere didattico: echi del Flauto magico si sentono nello studio n. 11, ad esempio, e i nn. 18 e 45 risentono di una dolcezza quasi mendelssohniana. La funzione storica di Czerny non si limitò però alla sistemazione dell'edificio del pianismo classico: studi come i nn. 2, 31, 36 e 50 vanno già in direzione dell'impiego simultaneo di due o più registri per la mano destra: una tecnica che, estranea alla concezione di Clementi e - salvo un pugno di eccezioni- anche a quella di Beethoven, diventerà un contrassegno dello stile del più famoso allievo di Czerny, Franz Listz.