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Benvenuto nel sito di Musikstrasse.

Potrai scoprire il catalogo di musica classica dedicato al repertorio poco noto o inedito di grandi compositori e conoscere tutte le iniziative promosse dalla nostra associazione culturale.

KZ MUSIK


KZ MUSIK è l'unica enciclopedia discografica che raccoglie la musica composta nei campi di concentramento di tutto il mondo, tra il 1933 e il 1945.

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PIANO WORKS-CARL MARIA VON WEBER

STEFANIA CAFARO

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GRANDE POLONAISE OP.21

Le opere per pianoforte contenute in questo cd testimoniano il grande virtuosismo e la forza comunicativa di Carl Maria von Weber. Sebbene questo autore sia rimasto per molto tempo sconosciuto al grande pubblico e sia stato spesso escluso dal repertorio dei più celebri pianisti, la sua produzione è interessante in quanto contiene in nuce una serie di importanti elementi di cui hanno fatto tesoro i grandi romantici. Le opere di Carl Maria von Weber sono interpretate dalla pianista siciliana Stefania Cafaro.

CASTELNUOVO TEDESCO-GUITAR CHAMBER MUSIC-SERIE AGORA'

ARTURO TALLINI

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ROMANCERO GITANO PER CORO E CHITARRA

I sei Quintetti con pianoforte op.56 appartengono, come la serie consimile all'op.57, all'estrema stagione creativa di Boccherini: come tali, beneficiano delle informazioni che l'autore, da Madrid, inviò per lettera all'editore Pleyel a Parigi. Veniamo così a sapere che, dall'invio di questi Quintetti all'editore, Boccherini si riprometteva un certo successo editoriale, vista la moda parigina per il pianoforte. Ma sappiamo anche che quegli stessi Quintetti avevano visto la luce, nella Madrid di quegli anni e nel palazzo del marchese Benavente, nella versione per archi e chitarra: una sorta di versione privata, destinata alla predilezione - fors'anche alla bravura - chitarristica del padrone di casa. Alcune versioni per chitarra sono andate perdute. Le versioni per pianoforte hanno quindi il merito di averci garantito la conoscenza di opere altrimenti perdute. In ognuna di queste opere la costruzione della forma si basa sull'evento imprevedibile, sulla sorpresa, sul gioco della fantasia, cioè tutto il contrario della prevedibilità e della convenzione. Perchè questo avvenga l'esecuzione deve esaltare la sempre diversa disposizione di luci e ombre, di stasi e movimento.

PARLAMI D'AMORE MARIU'-SERIE MUSIKSTRASSE

LEO NUCCI E SALOTTO OTTOCENTO ENSEMBLE

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MAMMA

Un omaggio alle più belle canzoni di Cesare Andrea Bixio, nell' esemplare interpretazione del grande baritono italiano Leo Nucci. L' arrangiamento per il gruppo da camera "Salotto Ottocento Ensemble" curato dal M° Paolo Marcarini, pianista e direttore dell'Ensemble, propone un risultato musicale dal gusto "classico" ma deliziosamente rievocativo dei sapori e dei sentimenti dell'epoca. "Mamma", "Il Tango delle capinere", "Violino tzigano", "La mia canzone al vento", "Torna piccina", "La strada nel bosco" e tante altre canzoni per un CD che prende il titolo dalla celeberrima "Parlami d'amore Mariù".

CASTELNUOVO TEDESCO-GUITAR CHAMBER MUSIC-SERIE AGORA'

ARTURO TALLINI

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SONATINA PER FLAUTO E CHITARRA

I sei Quintetti con pianoforte op.56 appartengono, come la serie consimile all'op.57, all'estrema stagione creativa di Boccherini: come tali, beneficiano delle informazioni che l'autore, da Madrid, inviò per lettera all'editore Pleyel a Parigi. Veniamo così a sapere che, dall'invio di questi Quintetti all'editore, Boccherini si riprometteva un certo successo editoriale, vista la moda parigina per il pianoforte. Ma sappiamo anche che quegli stessi Quintetti avevano visto la luce, nella Madrid di quegli anni e nel palazzo del marchese Benavente, nella versione per archi e chitarra: una sorta di versione privata, destinata alla predilezione - fors'anche alla bravura - chitarristica del padrone di casa. Alcune versioni per chitarra sono andate perdute. Le versioni per pianoforte hanno quindi il merito di averci garantito la conoscenza di opere altrimenti perdute. In ognuna di queste opere la costruzione della forma si basa sull'evento imprevedibile, sulla sorpresa, sul gioco della fantasia, cioè tutto il contrario della prevedibilità e della convenzione. Perchè questo avvenga l'esecuzione deve esaltare la sempre diversa disposizione di luci e ombre, di stasi e movimento.

PARLAMI D'AMORE MARIU'-SERIE MUSIKSTRASSE

LEO NUCCI E SALOTTO OTTOCENTO ENSEMBLE

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LA MIA CANZONE AL VENTO

Un omaggio alle più belle canzoni di Cesare Andrea Bixio, nell' esemplare interpretazione del grande baritono italiano Leo Nucci. L' arrangiamento per il gruppo da camera "Salotto Ottocento Ensemble" curato dal M° Paolo Marcarini, pianista e direttore dell'Ensemble, propone un risultato musicale dal gusto "classico" ma deliziosamente rievocativo dei sapori e dei sentimenti dell'epoca. "Mamma", "Il Tango delle capinere", "Violino tzigano", "La mia canzone al vento", "Torna piccina", "La strada nel bosco" e tante altre canzoni per un CD che prende il titolo dalla celeberrima "Parlami d'amore Mariù".

CASTELNUOVO TEDESCO-GUITAR CHAMBER MUSIC-SERIE AGORA'

ARTURO TALLINI

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ROMANCERO GITANO PER CORO E CHITARRA

I sei Quintetti con pianoforte op.56 appartengono, come la serie consimile all'op.57, all'estrema stagione creativa di Boccherini: come tali, beneficiano delle informazioni che l'autore, da Madrid, inviò per lettera all'editore Pleyel a Parigi. Veniamo così a sapere che, dall'invio di questi Quintetti all'editore, Boccherini si riprometteva un certo successo editoriale, vista la moda parigina per il pianoforte. Ma sappiamo anche che quegli stessi Quintetti avevano visto la luce, nella Madrid di quegli anni e nel palazzo del marchese Benavente, nella versione per archi e chitarra: una sorta di versione privata, destinata alla predilezione - fors'anche alla bravura - chitarristica del padrone di casa. Alcune versioni per chitarra sono andate perdute. Le versioni per pianoforte hanno quindi il merito di averci garantito la conoscenza di opere altrimenti perdute. In ognuna di queste opere la costruzione della forma si basa sull'evento imprevedibile, sulla sorpresa, sul gioco della fantasia, cioè tutto il contrario della prevedibilità e della convenzione. Perchè questo avvenga l'esecuzione deve esaltare la sempre diversa disposizione di luci e ombre, di stasi e movimento.

RUSSIAN PIANO WORKS - BORODIN,GLAZUNOV,LJADOV,SKRJABIN

VLADIMIR SOFRONIZKIJ

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FOUR PRELUDES

Il CD rendono omaggio al leggendario pianista russo e al suo magico tocco. Si tratta di registrazioni inedite preziosissime, testimonianza della genialità di un interprete la cui fama si diffuse nel mondo solo dopo la morte, avvenuta a Mosca nel 1961. Un artista di cui ancora oggi apprezziamo il personalissimo modo di far cantare il pianoforte e di fraseggiare, soprattutto nelle interpretazioni del suo amato Chopin o di Skriabin, del quale fu genero. il cd, grazie alla qualità del suono, permettono di godere dell'ascolto di queste indimenticabili esecuzioni registrate a Mosca nel 1959.

FOUR HANDS PIANO WORKS-GAETANO DONIZETTI

MARY ELIZABETH SADUN-DANILO MANTO

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SONATA IN DO MAGGIORE

Questo cd contiene una serie di opere per pianoforte a quattro amni, scritte da Gaetano Donizetti. Musiche d'intrattentimento ma, allo stesso tempo, testimonianza del raffinato talento pianistico dell'autore-

NAPOLI, BELLA NAPOLI

ENSEMBLE VOCI ITALIANE

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VOCE E NOTTE

Il programma di questo disco abbraccia un intero secolo di melodia napoletana e due periodi storici della sua evoluzione. Il primo, tutto ottocentesco, vede l'incontro fra la tradizione popolare e la cantabilità tipicamente melodrammatiche. E' il periodo in cui si dilettano con le forme e gli stili partenopei compositori come Mercadante, Donizetti, lo stesso Rossini. Tutti musicisti che hanno avuto in Napoli una tappa fondamentale nella loro carriera artistica e che subirono il fascino, tipicamente romantico, della cultura popolare. Un'altra parte del cd, invece, è dedicata al repertorio tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento. Un periodo di grande fulgore nella produzione musicale partenopea. Sono gli anni di Salvatore Di Giacomo e di Francesco Paolo Tosti, grandi studiosi e interpreti della cultura napoletana. A fianco del gruppo dei poeti e dei musicisti professionisti, proliferano in questi anni i cosiddetti canzonieri. : verseggiatori e musicanti spontanei, il più delle volte impegnati quotidianamente in altri mestieri.

C.CZERNY-THE ART OF FINGER DEXTERITY-OP.740

M.MOSCA-V.BRESCIANI-S.CAFARO-F.CARAMIELL

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MINOR SCALES IN RAPID TEMPO-MOLTO ALLEGRO

La tipologia dello studio ottocentesco fu stabilita una volta per tutte da Cramer, nello Studio per il pianoforte (1804-1810). Per Cramer lo studio è un pezzo relativamente breve, basato su un singolo disegno strumentale, il cui prevalente intento tecnico non deve prescindere da un valido contenuto musicale (a differenza dell'esercizio, che consiste nella mera ripetizione di una formula meccanica). Nello studio crameriano l'unità nel disegno strumentale (che resterà una caratteristica essenziale dello studio ottocentesco) discende a sua volta dal modello bachiano, mentre Domenico Scarlatti fu preso a esempio per la virtuosità della scrittura. Gli studi op. 740 si conformano a questa tipologia in maniera anche più rigida di quelli dello stesso Cramer. Ogni studio è contrassegnato da un titolo che ne indica la virtù pedagogica: Chiarezza nell'agilità (n. 3), Dolce saltellare e staccare (n. 9), Agilità nell'alternare le dita (n. 11), e così via. Czerny, nell'impresa di codificare gli stili e le scritture pianistiche esistenti, si avvalse della propria facilità di scrittura e della propria capacità di imitazione. A un nucleo di studi clementiani (come i numeri 1, 5, 27, 28, 32, 34, 50), dalla sonorità potente e dalle ampie dimensioni, se ne aggiungono altri nello stile più conciso di Cramer (ad es. i nn. 8, 37, 41), mentre l'influenza di Hummel sembra affacciarsi negli studi come i nn. 3, 4, 6, 7, 9, 10,13, 18, 29 e 30, improntati a una scrittura aerea ed elegante. Ma gli studi op. 740 offrono anche esempi di linguaggi musicali al di fuori del genere didattico: echi del Flauto magico si sentono nello studio n. 11, ad esempio, e i nn. 18 e 45 risentono di una dolcezza quasi mendelssohniana. La funzione storica di Czerny non si limitò però alla sistemazione dell'edificio del pianismo classico: studi come i nn. 2, 31, 36 e 50 vanno già in direzione dell'impiego simultaneo di due o più registri per la mano destra: una tecnica che, estranea alla concezione di Clementi e - salvo un pugno di eccezioni- anche a quella di Beethoven, diventerà un contrassegno dello stile del più famoso allievo di Czerny, Franz Listz.

FOUR HANDS PIANO WORKS-GAETANO DONIZETTI

MARY ELIZABETH SADUN-DANILO MANTO

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POLACCA IN RE MAGGIORE

Questo cd contiene una serie di opere per pianoforte a quattro amni, scritte da Gaetano Donizetti. Musiche d'intrattentimento ma, allo stesso tempo, testimonianza del raffinato talento pianistico dell'autore-

CASTELNUOVO TEDESCO-GUITAR CHAMBER MUSIC-SERIE AGORA'

ARTURO TALLINI

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ROMANCERO GITANO PER CORO E CHITARRA

I sei Quintetti con pianoforte op.56 appartengono, come la serie consimile all'op.57, all'estrema stagione creativa di Boccherini: come tali, beneficiano delle informazioni che l'autore, da Madrid, inviò per lettera all'editore Pleyel a Parigi. Veniamo così a sapere che, dall'invio di questi Quintetti all'editore, Boccherini si riprometteva un certo successo editoriale, vista la moda parigina per il pianoforte. Ma sappiamo anche che quegli stessi Quintetti avevano visto la luce, nella Madrid di quegli anni e nel palazzo del marchese Benavente, nella versione per archi e chitarra: una sorta di versione privata, destinata alla predilezione - fors'anche alla bravura - chitarristica del padrone di casa. Alcune versioni per chitarra sono andate perdute. Le versioni per pianoforte hanno quindi il merito di averci garantito la conoscenza di opere altrimenti perdute. In ognuna di queste opere la costruzione della forma si basa sull'evento imprevedibile, sulla sorpresa, sul gioco della fantasia, cioè tutto il contrario della prevedibilità e della convenzione. Perchè questo avvenga l'esecuzione deve esaltare la sempre diversa disposizione di luci e ombre, di stasi e movimento.

PARADE

TRIO CHITARRISTICO DI ROMA

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LIEDER PARADE-MORITAT

Questo cd propone un itinerario che attraversa ambienti e contesti culturali diversi , quali il teatro, il café-chantant, il folclore e il cinema, attingendo dal patrimonio compositivo tedesco, francese, latino-americaneo e italiano. Il proposito collaterale è quello di mettere in evidenza lo spirito caratteristico di ogni singola area culturale. Il percorso parte da alcune canzoni del dissacratorio Kurt Weill per proseguire con un trittico che accosta tre autori i quali furono uniti per un certo tempo da un vincolo di affinità umana e artistica: Eric Satie, George Uric e Francis Poulenc. Quindi, segue un'incursione nell'area latino americana, con brani di Manuel Maria Ponce e Heitor Villa Lobos. Chiude il programma una fantasia su musiche per film di Nino Rota. Il Trio Chitarristico di Roma, formato da Fabio Renato D'Ettorre, Marco Cianchi e Fernando Lepri, nasce nel 1983 con l'intento di diffondere il repertorio esistente per questo insolito organico e , al contempo, di proporre la rivisitazione in chiave chitarristica di opere destinate in origine ad altri strumenti. Ha tenuto concerti in tutta Europa, figurando in cartellone con artisti di fama internazionale. Per la Musikstrasse ha realizzato anche "Recital" e "Rara" Musica del '900".

C.CZERNY-THE ART OF FINGER DEXTERITY-OP.740

M.MOSCA-V.BRESCIANI-S.CAFARO-F.CARAMIELL

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EXERCISE IN THIRDS-ALLEGRO VIVACE

La tipologia dello studio ottocentesco fu stabilita una volta per tutte da Cramer, nello Studio per il pianoforte (1804-1810). Per Cramer lo studio è un pezzo relativamente breve, basato su un singolo disegno strumentale, il cui prevalente intento tecnico non deve prescindere da un valido contenuto musicale (a differenza dell'esercizio, che consiste nella mera ripetizione di una formula meccanica). Nello studio crameriano l'unità nel disegno strumentale (che resterà una caratteristica essenziale dello studio ottocentesco) discende a sua volta dal modello bachiano, mentre Domenico Scarlatti fu preso a esempio per la virtuosità della scrittura. Gli studi op. 740 si conformano a questa tipologia in maniera anche più rigida di quelli dello stesso Cramer. Ogni studio è contrassegnato da un titolo che ne indica la virtù pedagogica: Chiarezza nell'agilità (n. 3), Dolce saltellare e staccare (n. 9), Agilità nell'alternare le dita (n. 11), e così via. Czerny, nell'impresa di codificare gli stili e le scritture pianistiche esistenti, si avvalse della propria facilità di scrittura e della propria capacità di imitazione. A un nucleo di studi clementiani (come i numeri 1, 5, 27, 28, 32, 34, 50), dalla sonorità potente e dalle ampie dimensioni, se ne aggiungono altri nello stile più conciso di Cramer (ad es. i nn. 8, 37, 41), mentre l'influenza di Hummel sembra affacciarsi negli studi come i nn. 3, 4, 6, 7, 9, 10,13, 18, 29 e 30, improntati a una scrittura aerea ed elegante. Ma gli studi op. 740 offrono anche esempi di linguaggi musicali al di fuori del genere didattico: echi del Flauto magico si sentono nello studio n. 11, ad esempio, e i nn. 18 e 45 risentono di una dolcezza quasi mendelssohniana. La funzione storica di Czerny non si limitò però alla sistemazione dell'edificio del pianismo classico: studi come i nn. 2, 31, 36 e 50 vanno già in direzione dell'impiego simultaneo di due o più registri per la mano destra: una tecnica che, estranea alla concezione di Clementi e - salvo un pugno di eccezioni- anche a quella di Beethoven, diventerà un contrassegno dello stile del più famoso allievo di Czerny, Franz Listz.

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BRAVURA IN TOUCH AND ACTION-ALLEGRO MOLTO

La tipologia dello studio ottocentesco fu stabilita una volta per tutte da Cramer, nello Studio per il pianoforte (1804-1810). Per Cramer lo studio è un pezzo relativamente breve, basato su un singolo disegno strumentale, il cui prevalente intento tecnico non deve prescindere da un valido contenuto musicale (a differenza dell'esercizio, che consiste nella mera ripetizione di una formula meccanica). Nello studio crameriano l'unità nel disegno strumentale (che resterà una caratteristica essenziale dello studio ottocentesco) discende a sua volta dal modello bachiano, mentre Domenico Scarlatti fu preso a esempio per la virtuosità della scrittura. Gli studi op. 740 si conformano a questa tipologia in maniera anche più rigida di quelli dello stesso Cramer. Ogni studio è contrassegnato da un titolo che ne indica la virtù pedagogica: Chiarezza nell'agilità (n. 3), Dolce saltellare e staccare (n. 9), Agilità nell'alternare le dita (n. 11), e così via. Czerny, nell'impresa di codificare gli stili e le scritture pianistiche esistenti, si avvalse della propria facilità di scrittura e della propria capacità di imitazione. A un nucleo di studi clementiani (come i numeri 1, 5, 27, 28, 32, 34, 50), dalla sonorità potente e dalle ampie dimensioni, se ne aggiungono altri nello stile più conciso di Cramer (ad es. i nn. 8, 37, 41), mentre l'influenza di Hummel sembra affacciarsi negli studi come i nn. 3, 4, 6, 7, 9, 10,13, 18, 29 e 30, improntati a una scrittura aerea ed elegante. Ma gli studi op. 740 offrono anche esempi di linguaggi musicali al di fuori del genere didattico: echi del Flauto magico si sentono nello studio n. 11, ad esempio, e i nn. 18 e 45 risentono di una dolcezza quasi mendelssohniana. La funzione storica di Czerny non si limitò però alla sistemazione dell'edificio del pianismo classico: studi come i nn. 2, 31, 36 e 50 vanno già in direzione dell'impiego simultaneo di due o più registri per la mano destra: una tecnica che, estranea alla concezione di Clementi e - salvo un pugno di eccezioni- anche a quella di Beethoven, diventerà un contrassegno dello stile del più famoso allievo di Czerny, Franz Listz.

S.MERCADANTE-CHAMBER WORKS

POLIMNIA ENSEMBLE

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DECIMINO IN MI BEM.MAGG.-MINUETTO(ALLEGRO CON BRIO)

Questo CD testimonia quell'800 strumentale che, se in italia ha vissuto all'ombra della produzione operistica di cui lo stesso Mercadante fu insigne compositore, non di meno documenta le singolari capacità creative e la naturale consuetudine con il genere strumentale di questo autore, potendosi collocare negli anni giovanili le "Variazioni in fa maggiore" e il "Quartetto in mi bemolle maggiore" e nell'ultimo periodo della sua vita i due "Decimini". A proposito di questi ultimi, oltre alla particolarità rappresentata dal fatto che i Decimini, come forma compositiva, sono pressochè assenti nella storia della musica strumentale, segnaliamo che, per il Decimino con pianoforte (quello che introduce il CD) si tratta di una assoluta rarità discografica. Il Polimnia Ensemble completa con questa incisione la trilogia che comprende musiche cameristiche di Rossini e Donizetti già incise per la Musikstrasse.

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M.MOSCA-V.BRESCIANI-S.CAFARO-F.CARAMIELL

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TRILLS IN THIRDS-ALLEGRO COMODO

La tipologia dello studio ottocentesco fu stabilita una volta per tutte da Cramer, nello Studio per il pianoforte (1804-1810). Per Cramer lo studio è un pezzo relativamente breve, basato su un singolo disegno strumentale, il cui prevalente intento tecnico non deve prescindere da un valido contenuto musicale (a differenza dell'esercizio, che consiste nella mera ripetizione di una formula meccanica). Nello studio crameriano l'unità nel disegno strumentale (che resterà una caratteristica essenziale dello studio ottocentesco) discende a sua volta dal modello bachiano, mentre Domenico Scarlatti fu preso a esempio per la virtuosità della scrittura. Gli studi op. 740 si conformano a questa tipologia in maniera anche più rigida di quelli dello stesso Cramer. Ogni studio è contrassegnato da un titolo che ne indica la virtù pedagogica: Chiarezza nell'agilità (n. 3), Dolce saltellare e staccare (n. 9), Agilità nell'alternare le dita (n. 11), e così via. Czerny, nell'impresa di codificare gli stili e le scritture pianistiche esistenti, si avvalse della propria facilità di scrittura e della propria capacità di imitazione. A un nucleo di studi clementiani (come i numeri 1, 5, 27, 28, 32, 34, 50), dalla sonorità potente e dalle ampie dimensioni, se ne aggiungono altri nello stile più conciso di Cramer (ad es. i nn. 8, 37, 41), mentre l'influenza di Hummel sembra affacciarsi negli studi come i nn. 3, 4, 6, 7, 9, 10,13, 18, 29 e 30, improntati a una scrittura aerea ed elegante. Ma gli studi op. 740 offrono anche esempi di linguaggi musicali al di fuori del genere didattico: echi del Flauto magico si sentono nello studio n. 11, ad esempio, e i nn. 18 e 45 risentono di una dolcezza quasi mendelssohniana. La funzione storica di Czerny non si limitò però alla sistemazione dell'edificio del pianismo classico: studi come i nn. 2, 31, 36 e 50 vanno già in direzione dell'impiego simultaneo di due o più registri per la mano destra: una tecnica che, estranea alla concezione di Clementi e - salvo un pugno di eccezioni- anche a quella di Beethoven, diventerà un contrassegno dello stile del più famoso allievo di Czerny, Franz Listz.

GEORGE GERSHWIN - THE COMPLETE PIANO WORKS

MASSIMILIANO DAMERINI

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OH,LADY BE GOOD

Torna, in una nuova edizione, l?album che raccoglie tutto il repertorio pianistico di George Gershwin. Con espressione ritmica e virtuosistica, il Maestro Massimiliano Damerini ripercorre il vario e complesso percorso del celebre musicista americano, eseguendo pagine che sono in perfetto equilibrio tra il jazz, la musica leggera e la musica colta, ulteriore testimonianza di un talento sfaccettato e versatile.

GEORGE GERSHWIN - THE COMPLETE PIANO WORKS

MASSIMILIANO DAMERINI

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PROMENADE

Torna, in una nuova edizione, l?album che raccoglie tutto il repertorio pianistico di George Gershwin. Con espressione ritmica e virtuosistica, il Maestro Massimiliano Damerini ripercorre il vario e complesso percorso del celebre musicista americano, eseguendo pagine che sono in perfetto equilibrio tra il jazz, la musica leggera e la musica colta, ulteriore testimonianza di un talento sfaccettato e versatile.

GEORGE GERSHWIN-THE COMPLETE PIANO WORKS

MASSIMILIANO DAMERINI

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WHO CARES

L?album raccoglie in due cd tutto il repertorio pianistico di George Gershwin. Con espressione ritmica e virtuosistica, il Maestro Massimiliano Damerini ripercorre il vario e complesso percorso del celebre musicista americano, eseguendo pagine che sono in perfetto equilibrio tra il jazz, la musica leggera e la musica colta, ulteriore testimonianza di un talento sfaccettato e versatile.