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Benvenuto nel sito di Musikstrasse.

Potrai scoprire il catalogo di musica classica dedicato al repertorio poco noto o inedito di grandi compositori e conoscere tutte le iniziative promosse dalla nostra associazione culturale.

KZ MUSIK


KZ MUSIK è l'unica enciclopedia discografica che raccoglie la musica composta nei campi di concentramento di tutto il mondo, tra il 1933 e il 1945.

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C.CZERNY-THE ART OF FINGER DEXTERITY-OP.740

M.MOSCA-V.BRESCIANI-S.CAFARO-F.CARAMIELL

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OCTAVES BRAVURA-VIVACE

La tipologia dello studio ottocentesco fu stabilita una volta per tutte da Cramer, nello Studio per il pianoforte (1804-1810). Per Cramer lo studio è un pezzo relativamente breve, basato su un singolo disegno strumentale, il cui prevalente intento tecnico non deve prescindere da un valido contenuto musicale (a differenza dell'esercizio, che consiste nella mera ripetizione di una formula meccanica). Nello studio crameriano l'unità nel disegno strumentale (che resterà una caratteristica essenziale dello studio ottocentesco) discende a sua volta dal modello bachiano, mentre Domenico Scarlatti fu preso a esempio per la virtuosità della scrittura. Gli studi op. 740 si conformano a questa tipologia in maniera anche più rigida di quelli dello stesso Cramer. Ogni studio è contrassegnato da un titolo che ne indica la virtù pedagogica: Chiarezza nell'agilità (n. 3), Dolce saltellare e staccare (n. 9), Agilità nell'alternare le dita (n. 11), e così via. Czerny, nell'impresa di codificare gli stili e le scritture pianistiche esistenti, si avvalse della propria facilità di scrittura e della propria capacità di imitazione. A un nucleo di studi clementiani (come i numeri 1, 5, 27, 28, 32, 34, 50), dalla sonorità potente e dalle ampie dimensioni, se ne aggiungono altri nello stile più conciso di Cramer (ad es. i nn. 8, 37, 41), mentre l'influenza di Hummel sembra affacciarsi negli studi come i nn. 3, 4, 6, 7, 9, 10,13, 18, 29 e 30, improntati a una scrittura aerea ed elegante. Ma gli studi op. 740 offrono anche esempi di linguaggi musicali al di fuori del genere didattico: echi del Flauto magico si sentono nello studio n. 11, ad esempio, e i nn. 18 e 45 risentono di una dolcezza quasi mendelssohniana. La funzione storica di Czerny non si limitò però alla sistemazione dell'edificio del pianismo classico: studi come i nn. 2, 31, 36 e 50 vanno già in direzione dell'impiego simultaneo di due o più registri per la mano destra: una tecnica che, estranea alla concezione di Clementi e - salvo un pugno di eccezioni- anche a quella di Beethoven, diventerà un contrassegno dello stile del più famoso allievo di Czerny, Franz Listz.

SAVERIO MERCADANTE-CHAMBER WORKS

POLIMNIA ENSEMBLE

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DECIMINO IN DO MAGG.ANDANTE

GEORGE GERSHWIN-THE COMPLETE PIANO WORKS

MASSIMILIANO DAMERINI

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THREE PRELUDES

L?album raccoglie in due cd tutto il repertorio pianistico di George Gershwin. Con espressione ritmica e virtuosistica, il Maestro Massimiliano Damerini ripercorre il vario e complesso percorso del celebre musicista americano, eseguendo pagine che sono in perfetto equilibrio tra il jazz, la musica leggera e la musica colta, ulteriore testimonianza di un talento sfaccettato e versatile.

GIOACHINO ROSSINI-MUSICA DA CAMERA-SERIE MUSIKSTRASSE

POLIMNIA ENSEMBLE

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THEME ET VARIATIONS (LE BEURRE)

Il CD che ha inaugurato la Musikstrasse, vede l?esordio discografico del Polimnia Ensemble, un gruppo di artisti italiani docenti nei conservatori e prime parti delle principali orchestre italiane. L?opera, di carattere monografico, è dedicata al Rossini cameristico e comprende composizioni brevi e dalla semplice struttura, sia vocali che strumentali, oltre a brani brillanti e virtuosistici caratterizzati dalla ricchezza timbrica dell?insieme strumentale. Poche le pagine note, tra cui Une Larme, per violoncello e pianoforte, e alcune rarità come Toast pour le nouvel an, per quartetto vocale.

C.CZERNY-THE ART OF FINGER DEXTERITY-OP.740

M.MOSCA-V.BRESCIANI-S.CAFARO-F.CARAMIELL

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DELICATE AND DISTINCT TOUCH IN BROKEN CHORDS-MOLTO ALLEGRO

La tipologia dello studio ottocentesco fu stabilita una volta per tutte da Cramer, nello Studio per il pianoforte (1804-1810). Per Cramer lo studio è un pezzo relativamente breve, basato su un singolo disegno strumentale, il cui prevalente intento tecnico non deve prescindere da un valido contenuto musicale (a differenza dell'esercizio, che consiste nella mera ripetizione di una formula meccanica). Nello studio crameriano l'unità nel disegno strumentale (che resterà una caratteristica essenziale dello studio ottocentesco) discende a sua volta dal modello bachiano, mentre Domenico Scarlatti fu preso a esempio per la virtuosità della scrittura. Gli studi op. 740 si conformano a questa tipologia in maniera anche più rigida di quelli dello stesso Cramer. Ogni studio è contrassegnato da un titolo che ne indica la virtù pedagogica: Chiarezza nell'agilità (n. 3), Dolce saltellare e staccare (n. 9), Agilità nell'alternare le dita (n. 11), e così via. Czerny, nell'impresa di codificare gli stili e le scritture pianistiche esistenti, si avvalse della propria facilità di scrittura e della propria capacità di imitazione. A un nucleo di studi clementiani (come i numeri 1, 5, 27, 28, 32, 34, 50), dalla sonorità potente e dalle ampie dimensioni, se ne aggiungono altri nello stile più conciso di Cramer (ad es. i nn. 8, 37, 41), mentre l'influenza di Hummel sembra affacciarsi negli studi come i nn. 3, 4, 6, 7, 9, 10,13, 18, 29 e 30, improntati a una scrittura aerea ed elegante. Ma gli studi op. 740 offrono anche esempi di linguaggi musicali al di fuori del genere didattico: echi del Flauto magico si sentono nello studio n. 11, ad esempio, e i nn. 18 e 45 risentono di una dolcezza quasi mendelssohniana. La funzione storica di Czerny non si limitò però alla sistemazione dell'edificio del pianismo classico: studi come i nn. 2, 31, 36 e 50 vanno già in direzione dell'impiego simultaneo di due o più registri per la mano destra: una tecnica che, estranea alla concezione di Clementi e - salvo un pugno di eccezioni- anche a quella di Beethoven, diventerà un contrassegno dello stile del più famoso allievo di Czerny, Franz Listz.

GIOACHINO ROSSINI-MUSICA DA CAMERA-SERIE AGORA'

POLIMNIA ENSEMBLE

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PRELUDE THEME ET VARIATIONS POUR COR AVEC ACCOMPAGNAMENT DE PIANO

CASTELNUOVO TEDESCO-GUITAR CHAMBER MUSIC-SERIE AGORA'

ARTURO TALLINI

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ROMANCERO GITANO PER CORO E CHITARRA

I sei Quintetti con pianoforte op.56 appartengono, come la serie consimile all'op.57, all'estrema stagione creativa di Boccherini: come tali, beneficiano delle informazioni che l'autore, da Madrid, inviò per lettera all'editore Pleyel a Parigi. Veniamo così a sapere che, dall'invio di questi Quintetti all'editore, Boccherini si riprometteva un certo successo editoriale, vista la moda parigina per il pianoforte. Ma sappiamo anche che quegli stessi Quintetti avevano visto la luce, nella Madrid di quegli anni e nel palazzo del marchese Benavente, nella versione per archi e chitarra: una sorta di versione privata, destinata alla predilezione - fors'anche alla bravura - chitarristica del padrone di casa. Alcune versioni per chitarra sono andate perdute. Le versioni per pianoforte hanno quindi il merito di averci garantito la conoscenza di opere altrimenti perdute. In ognuna di queste opere la costruzione della forma si basa sull'evento imprevedibile, sulla sorpresa, sul gioco della fantasia, cioè tutto il contrario della prevedibilità e della convenzione. Perchè questo avvenga l'esecuzione deve esaltare la sempre diversa disposizione di luci e ombre, di stasi e movimento.

PRIMADONNA-BEL CANTO ITALIANO

VARI

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LES TRINGLES DES SISTRES TINTAIENT

Si tratta della registrazione live del concerto, trasmesso in diretta televisiva nell'estate del 1991, in cui otto celebri soprano si sono esibite nella suggestiva Piazza S. Marco di Venezia. Un evento spettacolare ed unico raccolto in un CD di interesse storico. Daniela Dessì, Mariella Devia, Cecilia Gasdia, Raina Kabaivanska, Katia Ricciarelli, Luciana Serra, Lucia Valentini-Terrani, Renata Scotto. Orchestra del Teatro La Fenice di Venezia, direttore Daniel Oren.

AVE MARIA 2

VARI

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L' ANGELO

Spiritualità e fede nella musica dei grandi compositori. Brani di Donizetti, Mahler, Debussy, Respighi e tanti altri. Il secondo volume della serie distribuita dal quotidiano "L'unità".

AVE MARIA 2

VARI

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UNA LAGRIMA

Spiritualità e fede nella musica dei grandi compositori. Brani di Donizetti, Mahler, Debussy, Respighi e tanti altri. Il secondo volume della serie distribuita dal quotidiano "L'unità".

TRIO CHITARRISTICO DI ROMA-RECITAL

TRIO CHITARRISTICO DI ROMA

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SUITE GALLEGA

Un programma che non ha confronti nella discografia attuale, quello inciso da questo insolito organico costituito da tre chitarre. Un repertorio di vario genere, dal classico, al popolare, fino a brani di musica contemporanea composti da uno dei tre componenti del Trio ed una brillante trascrizione di Luciano Chailly, tratta dalla Fantasia di Mozart, dedicata dal compositore milanese ai tre chitarristi di Roma, Fabio D'Ettorre, Fernando Lepri e Arturo Tallini.

C.CZERNY-THE ART OF FINGER DEXTERITY-OP.740

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SKILL IN THE PASSING UNDER OF THE THUMB-ALLEGRO VIVACE

La tipologia dello studio ottocentesco fu stabilita una volta per tutte da Cramer, nello Studio per il pianoforte (1804-1810). Per Cramer lo studio è un pezzo relativamente breve, basato su un singolo disegno strumentale, il cui prevalente intento tecnico non deve prescindere da un valido contenuto musicale (a differenza dell'esercizio, che consiste nella mera ripetizione di una formula meccanica). Nello studio crameriano l'unità nel disegno strumentale (che resterà una caratteristica essenziale dello studio ottocentesco) discende a sua volta dal modello bachiano, mentre Domenico Scarlatti fu preso a esempio per la virtuosità della scrittura. Gli studi op. 740 si conformano a questa tipologia in maniera anche più rigida di quelli dello stesso Cramer. Ogni studio è contrassegnato da un titolo che ne indica la virtù pedagogica: Chiarezza nell'agilità (n. 3), Dolce saltellare e staccare (n. 9), Agilità nell'alternare le dita (n. 11), e così via. Czerny, nell'impresa di codificare gli stili e le scritture pianistiche esistenti, si avvalse della propria facilità di scrittura e della propria capacità di imitazione. A un nucleo di studi clementiani (come i numeri 1, 5, 27, 28, 32, 34, 50), dalla sonorità potente e dalle ampie dimensioni, se ne aggiungono altri nello stile più conciso di Cramer (ad es. i nn. 8, 37, 41), mentre l'influenza di Hummel sembra affacciarsi negli studi come i nn. 3, 4, 6, 7, 9, 10,13, 18, 29 e 30, improntati a una scrittura aerea ed elegante. Ma gli studi op. 740 offrono anche esempi di linguaggi musicali al di fuori del genere didattico: echi del Flauto magico si sentono nello studio n. 11, ad esempio, e i nn. 18 e 45 risentono di una dolcezza quasi mendelssohniana. La funzione storica di Czerny non si limitò però alla sistemazione dell'edificio del pianismo classico: studi come i nn. 2, 31, 36 e 50 vanno già in direzione dell'impiego simultaneo di due o più registri per la mano destra: una tecnica che, estranea alla concezione di Clementi e - salvo un pugno di eccezioni- anche a quella di Beethoven, diventerà un contrassegno dello stile del più famoso allievo di Czerny, Franz Listz.

AVE MARIA 1

VARI

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SALVE REGINA

Spiritualità e fede nei grandi della musica. Brani di Schubert, Rossini, Tchajkovskij, Schumann, Puccini e altri celebri autori. I 3 cd della serie "Ave Maria" sono stati distribuiti dal quotidiano L'Unità

LUIGI BOCCHERINI-6 QUINTETTI OP.56

QUARTETTO ELISA-PIERO BARBARESCHI

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IV QUINTETTO(G.410)

i Sei Quintetti con pianoforte op. 56 sono frutto dell'estrema stagione creativa di Luigi Boccherini. Ognuna di queste opere è stata concepita per differenziarsi da tutte le altre, nel suono complessivo, nell'andamento ritmico, nella conduzione armonica. La costruzione della forma si basa sempre sull'evento imprevedibile e sulla sorpresa. Le opere vengono qui eseguite da Piero Barbareschi(piano) e dal Quartetto Elisa.

HEIFETZ'S TRANSCRIPTIONS

VINCENZO BOLOGNESE-LUISA PRAYER

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ALT-WIEN

Nell'interpretazione del giovane violinista Vincenzo Bolognese, questo CD raccoglie le famose trascrizioni di Jascha Heifetz che fu uno dei più celebri violinisti di ogni tempo. Una raccolta delle celebri elaborazioni dai temi famosi di vari compositori, da Mozart a Prokofiev, da Chopin a Godowsky, già incise dallo stesso Heifetz e dai grandi violinisti. Un album importante, quindi, per il giovane esecutore ed una antologia monografica ricca di interesse.

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CROSSING THE HANDS QUIETLY AND WITH DELICATE TOUCH-ALLEGRO

La tipologia dello studio ottocentesco fu stabilita una volta per tutte da Cramer, nello Studio per il pianoforte (1804-1810). Per Cramer lo studio è un pezzo relativamente breve, basato su un singolo disegno strumentale, il cui prevalente intento tecnico non deve prescindere da un valido contenuto musicale (a differenza dell'esercizio, che consiste nella mera ripetizione di una formula meccanica). Nello studio crameriano l'unità nel disegno strumentale (che resterà una caratteristica essenziale dello studio ottocentesco) discende a sua volta dal modello bachiano, mentre Domenico Scarlatti fu preso a esempio per la virtuosità della scrittura. Gli studi op. 740 si conformano a questa tipologia in maniera anche più rigida di quelli dello stesso Cramer. Ogni studio è contrassegnato da un titolo che ne indica la virtù pedagogica: Chiarezza nell'agilità (n. 3), Dolce saltellare e staccare (n. 9), Agilità nell'alternare le dita (n. 11), e così via. Czerny, nell'impresa di codificare gli stili e le scritture pianistiche esistenti, si avvalse della propria facilità di scrittura e della propria capacità di imitazione. A un nucleo di studi clementiani (come i numeri 1, 5, 27, 28, 32, 34, 50), dalla sonorità potente e dalle ampie dimensioni, se ne aggiungono altri nello stile più conciso di Cramer (ad es. i nn. 8, 37, 41), mentre l'influenza di Hummel sembra affacciarsi negli studi come i nn. 3, 4, 6, 7, 9, 10,13, 18, 29 e 30, improntati a una scrittura aerea ed elegante. Ma gli studi op. 740 offrono anche esempi di linguaggi musicali al di fuori del genere didattico: echi del Flauto magico si sentono nello studio n. 11, ad esempio, e i nn. 18 e 45 risentono di una dolcezza quasi mendelssohniana. La funzione storica di Czerny non si limitò però alla sistemazione dell'edificio del pianismo classico: studi come i nn. 2, 31, 36 e 50 vanno già in direzione dell'impiego simultaneo di due o più registri per la mano destra: una tecnica che, estranea alla concezione di Clementi e - salvo un pugno di eccezioni- anche a quella di Beethoven, diventerà un contrassegno dello stile del più famoso allievo di Czerny, Franz Listz.

GIUSEPPE TARTINI-VIOLIN CONCERTOS

INTERPRETI VENEZIANI

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CONCERTO IN MI MIN. PER VIOLINO, ARCHI E CONTINUO-ALLEGRO(

Questo cd raccoglie i concerti per violino di Giuseppe Tartini, figura molto importante nella situazione delle scuole strumentali italiane della seconda metà del Settecento. Tartini, pur mantenendo un alto grado di virtuosismo, prende le distanze dalla tradizione barocca e anticipa alcuni climi espressivi che saranno propri del classicismo. Gli Interpreti veneziani, nati nel 1987 su iniziativa di Paolo Cognolato, sono stati protagonisti di un ciclo tartiniano in Venezia e Pirano, suonando nell'occasione un violino appartenuto a Giuseppe Tartini.

LUIGI BOCCHERINI-GUITAR WORKS

F.LEPRI-G.GALIA-QUARTETTO DI ROMA

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QUINTET IN D MAJOR G.448

Questo è un cd didattico che contiene le composizioni di Luigi Boccherini realizzate come basi strumentali che possono da un lato contribuire alla formazione o all'ampliamento del repertorio di musica cameristica, dall'altro fornire uno stimolo a praticare la vera musica d'insieme. I brani sono stati incisi prima senza chitarra. Questa è stata registrata in un secondo momento per dimostrare che si possono ottenere risultati gratificanti suonando accompagnati da una base preregistrata. L'utilizzo del CD è molto semplice: è necessario accordarsi con il La a 440 hz. con un diapason.

NAPOLI, BELLA NAPOLI

ENSEMBLE VOCI ITALIANE

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O TE VOGLIO BENE ASSAJE

Il programma di questo disco abbraccia un intero secolo di melodia napoletana e due periodi storici della sua evoluzione. Il primo, tutto ottocentesco, vede l'incontro fra la tradizione popolare e la cantabilità tipicamente melodrammatiche. E' il periodo in cui si dilettano con le forme e gli stili partenopei compositori come Mercadante, Donizetti, lo stesso Rossini. Tutti musicisti che hanno avuto in Napoli una tappa fondamentale nella loro carriera artistica e che subirono il fascino, tipicamente romantico, della cultura popolare. Un'altra parte del cd, invece, è dedicata al repertorio tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento. Un periodo di grande fulgore nella produzione musicale partenopea. Sono gli anni di Salvatore Di Giacomo e di Francesco Paolo Tosti, grandi studiosi e interpreti della cultura napoletana. A fianco del gruppo dei poeti e dei musicisti professionisti, proliferano in questi anni i cosiddetti canzonieri. : verseggiatori e musicanti spontanei, il più delle volte impegnati quotidianamente in altri mestieri.

ITALIAN ORGAN WORKS

LUCA SALVADORI

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ENTRATA

Luca Salvadori esegue alcuni brani per organo composti da Respighi, Martucci, Busoni, Alfano e altri autori.