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Benvenuto nel sito di Musikstrasse.

Potrai scoprire il catalogo di musica classica dedicato al repertorio poco noto o inedito di grandi compositori e conoscere tutte le iniziative promosse dalla nostra associazione culturale.

KZ MUSIK


KZ MUSIK è l'unica enciclopedia discografica che raccoglie la musica composta nei campi di concentramento di tutto il mondo, tra il 1933 e il 1945.

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PARLAMI D'AMORE MARIU'-SERIE MUSIKSTRASSE

LEO NUCCI E SALOTTO OTTOCENTO ENSEMBLE

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SOLI SOLI NELLA NOTTE

Un omaggio alle più belle canzoni di Cesare Andrea Bixio, nell' esemplare interpretazione del grande baritono italiano Leo Nucci. L' arrangiamento per il gruppo da camera "Salotto Ottocento Ensemble" curato dal M° Paolo Marcarini, pianista e direttore dell'Ensemble, propone un risultato musicale dal gusto "classico" ma deliziosamente rievocativo dei sapori e dei sentimenti dell'epoca. "Mamma", "Il Tango delle capinere", "Violino tzigano", "La mia canzone al vento", "Torna piccina", "La strada nel bosco" e tante altre canzoni per un CD che prende il titolo dalla celeberrima "Parlami d'amore Mariù".

C.CZERNY-THE ART OF FINGER DEXTERITY-OP.740

M.MOSCA-V.BRESCIANI-S.CAFARO-F.CARAMIELL

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THE LIGHTEST TOUCH THE FINGERS EXERTED TO UTMOST-VIVACISSIMO

La tipologia dello studio ottocentesco fu stabilita una volta per tutte da Cramer, nello Studio per il pianoforte (1804-1810). Per Cramer lo studio è un pezzo relativamente breve, basato su un singolo disegno strumentale, il cui prevalente intento tecnico non deve prescindere da un valido contenuto musicale (a differenza dell'esercizio, che consiste nella mera ripetizione di una formula meccanica). Nello studio crameriano l'unità nel disegno strumentale (che resterà una caratteristica essenziale dello studio ottocentesco) discende a sua volta dal modello bachiano, mentre Domenico Scarlatti fu preso a esempio per la virtuosità della scrittura. Gli studi op. 740 si conformano a questa tipologia in maniera anche più rigida di quelli dello stesso Cramer. Ogni studio è contrassegnato da un titolo che ne indica la virtù pedagogica: Chiarezza nell'agilità (n. 3), Dolce saltellare e staccare (n. 9), Agilità nell'alternare le dita (n. 11), e così via. Czerny, nell'impresa di codificare gli stili e le scritture pianistiche esistenti, si avvalse della propria facilità di scrittura e della propria capacità di imitazione. A un nucleo di studi clementiani (come i numeri 1, 5, 27, 28, 32, 34, 50), dalla sonorità potente e dalle ampie dimensioni, se ne aggiungono altri nello stile più conciso di Cramer (ad es. i nn. 8, 37, 41), mentre l'influenza di Hummel sembra affacciarsi negli studi come i nn. 3, 4, 6, 7, 9, 10,13, 18, 29 e 30, improntati a una scrittura aerea ed elegante. Ma gli studi op. 740 offrono anche esempi di linguaggi musicali al di fuori del genere didattico: echi del Flauto magico si sentono nello studio n. 11, ad esempio, e i nn. 18 e 45 risentono di una dolcezza quasi mendelssohniana. La funzione storica di Czerny non si limitò però alla sistemazione dell'edificio del pianismo classico: studi come i nn. 2, 31, 36 e 50 vanno già in direzione dell'impiego simultaneo di due o più registri per la mano destra: una tecnica che, estranea alla concezione di Clementi e - salvo un pugno di eccezioni- anche a quella di Beethoven, diventerà un contrassegno dello stile del più famoso allievo di Czerny, Franz Listz.

PARLAMI D'AMORE MARIU'-SERIE MUSIKSTRASSE

LEO NUCCI E SALOTTO OTTOCENTO ENSEMBLE

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VIVERE

Un omaggio alle più belle canzoni di Cesare Andrea Bixio, nell' esemplare interpretazione del grande baritono italiano Leo Nucci. L' arrangiamento per il gruppo da camera "Salotto Ottocento Ensemble" curato dal M° Paolo Marcarini, pianista e direttore dell'Ensemble, propone un risultato musicale dal gusto "classico" ma deliziosamente rievocativo dei sapori e dei sentimenti dell'epoca. "Mamma", "Il Tango delle capinere", "Violino tzigano", "La mia canzone al vento", "Torna piccina", "La strada nel bosco" e tante altre canzoni per un CD che prende il titolo dalla celeberrima "Parlami d'amore Mariù".

LUIGI BOCCHERINI-6 QUINTETTI OP.56

QUARTETTO ELISA-PIERO BARBARESCHI

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III QUINTETTO(G.409)

i Sei Quintetti con pianoforte op. 56 sono frutto dell'estrema stagione creativa di Luigi Boccherini. Ognuna di queste opere è stata concepita per differenziarsi da tutte le altre, nel suono complessivo, nell'andamento ritmico, nella conduzione armonica. La costruzione della forma si basa sempre sull'evento imprevedibile e sulla sorpresa. Le opere vengono qui eseguite da Piero Barbareschi(piano) e dal Quartetto Elisa.

S.MERCADANTE-CHAMBER WORKS

POLIMNIA ENSEMBLE

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DECIMINO IN DO MAGG.ANDANTE

Questo CD testimonia quell'800 strumentale che, se in italia ha vissuto all'ombra della produzione operistica di cui lo stesso Mercadante fu insigne compositore, non di meno documenta le singolari capacità creative e la naturale consuetudine con il genere strumentale di questo autore, potendosi collocare negli anni giovanili le "Variazioni in fa maggiore" e il "Quartetto in mi bemolle maggiore" e nell'ultimo periodo della sua vita i due "Decimini". A proposito di questi ultimi, oltre alla particolarità rappresentata dal fatto che i Decimini, come forma compositiva, sono pressochè assenti nella storia della musica strumentale, segnaliamo che, per il Decimino con pianoforte (quello che introduce il CD) si tratta di una assoluta rarità discografica. Il Polimnia Ensemble completa con questa incisione la trilogia che comprende musiche cameristiche di Rossini e Donizetti già incise per la Musikstrasse.

CASTELNUOVO TEDESCO-GUITAR CHAMBER WORKS

ARTURO TALLINI

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QUINTETTO PER ARCHI E CHITARRA

Poco eseguito e ingiustamente dimenticato, Mario Castelnuovo Tedesco (1895-1968)groups and , fecondo compositore, nato in Italia e naturalizzato americano, rimase profondamente italiano per stile e per cultura. La sua musica si inserisce perfettamente in quel gruppo di musicisti italiani che hanno operato tra le due guerre. Tuttavia, la sua strada è assolutamente originale, espressione di una personalità delicata e raffinata, di un modo di concepire la musica sempre elegante, senza violenza e senza accenti che possano in alcun modo cadere nella volgarità o nel frastuono di facili mode. Arturo Tallini ha tenuto concerti e svolto tournée in Italia , e in tutti i Paesi europei suonando come solista , in gruppi da camera e con varie orchestre. Nel 2006 ha scritto e condotto per Radio Vaticana una trasmissione sulla chitarra, dal titolo "La chitarra, strumento dell'umano sentire".

CASTELNUOVO TEDESCO-GUITAR CHAMBER WORKS

ARTURO TALLINI

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ROMANCERO GITANO PER CORO E CHITARRA

Poco eseguito e ingiustamente dimenticato, Mario Castelnuovo Tedesco (1895-1968)groups and , fecondo compositore, nato in Italia e naturalizzato americano, rimase profondamente italiano per stile e per cultura. La sua musica si inserisce perfettamente in quel gruppo di musicisti italiani che hanno operato tra le due guerre. Tuttavia, la sua strada è assolutamente originale, espressione di una personalità delicata e raffinata, di un modo di concepire la musica sempre elegante, senza violenza e senza accenti che possano in alcun modo cadere nella volgarità o nel frastuono di facili mode. Arturo Tallini ha tenuto concerti e svolto tournée in Italia , e in tutti i Paesi europei suonando come solista , in gruppi da camera e con varie orchestre. Nel 2006 ha scritto e condotto per Radio Vaticana una trasmissione sulla chitarra, dal titolo "La chitarra, strumento dell'umano sentire".

LUIGI BOCCHERINI-6 QUINTETTI OP.56

QUARTETTO ELISA-PIERO BARBARESCHI

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V QUINTETTO(G.411)

i Sei Quintetti con pianoforte op. 56 sono frutto dell'estrema stagione creativa di Luigi Boccherini. Ognuna di queste opere è stata concepita per differenziarsi da tutte le altre, nel suono complessivo, nell'andamento ritmico, nella conduzione armonica. La costruzione della forma si basa sempre sull'evento imprevedibile e sulla sorpresa. Le opere vengono qui eseguite da Piero Barbareschi(piano) e dal Quartetto Elisa.

LUIGI BOCCHERINI- GUITAR WORKS

FERNANDO LEPRI

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QUINTETTO G.448

C.CZERNY-THE ART OF FINGER DEXTERITY-OP.740

M.MOSCA-V.BRESCIANI-S.CAFARO-F.CARAMIELL

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DELICATE SKIPS AND DETACHED NOTES-ALLEGRO GIOCOSO

La tipologia dello studio ottocentesco fu stabilita una volta per tutte da Cramer, nello Studio per il pianoforte (1804-1810). Per Cramer lo studio è un pezzo relativamente breve, basato su un singolo disegno strumentale, il cui prevalente intento tecnico non deve prescindere da un valido contenuto musicale (a differenza dell'esercizio, che consiste nella mera ripetizione di una formula meccanica). Nello studio crameriano l'unità nel disegno strumentale (che resterà una caratteristica essenziale dello studio ottocentesco) discende a sua volta dal modello bachiano, mentre Domenico Scarlatti fu preso a esempio per la virtuosità della scrittura. Gli studi op. 740 si conformano a questa tipologia in maniera anche più rigida di quelli dello stesso Cramer. Ogni studio è contrassegnato da un titolo che ne indica la virtù pedagogica: Chiarezza nell'agilità (n. 3), Dolce saltellare e staccare (n. 9), Agilità nell'alternare le dita (n. 11), e così via. Czerny, nell'impresa di codificare gli stili e le scritture pianistiche esistenti, si avvalse della propria facilità di scrittura e della propria capacità di imitazione. A un nucleo di studi clementiani (come i numeri 1, 5, 27, 28, 32, 34, 50), dalla sonorità potente e dalle ampie dimensioni, se ne aggiungono altri nello stile più conciso di Cramer (ad es. i nn. 8, 37, 41), mentre l'influenza di Hummel sembra affacciarsi negli studi come i nn. 3, 4, 6, 7, 9, 10,13, 18, 29 e 30, improntati a una scrittura aerea ed elegante. Ma gli studi op. 740 offrono anche esempi di linguaggi musicali al di fuori del genere didattico: echi del Flauto magico si sentono nello studio n. 11, ad esempio, e i nn. 18 e 45 risentono di una dolcezza quasi mendelssohniana. La funzione storica di Czerny non si limitò però alla sistemazione dell'edificio del pianismo classico: studi come i nn. 2, 31, 36 e 50 vanno già in direzione dell'impiego simultaneo di due o più registri per la mano destra: una tecnica che, estranea alla concezione di Clementi e - salvo un pugno di eccezioni- anche a quella di Beethoven, diventerà un contrassegno dello stile del più famoso allievo di Czerny, Franz Listz.

S.MERCADANTE-CHAMBER WORKS

POLIMNIA ENSEMBLE

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DECIMINO IN MI BEM.MAGG.-ALLEGRO MAESTOSO-MODERATO

Questo CD testimonia quell'800 strumentale che, se in italia ha vissuto all'ombra della produzione operistica di cui lo stesso Mercadante fu insigne compositore, non di meno documenta le singolari capacità creative e la naturale consuetudine con il genere strumentale di questo autore, potendosi collocare negli anni giovanili le "Variazioni in fa maggiore" e il "Quartetto in mi bemolle maggiore" e nell'ultimo periodo della sua vita i due "Decimini". A proposito di questi ultimi, oltre alla particolarità rappresentata dal fatto che i Decimini, come forma compositiva, sono pressochè assenti nella storia della musica strumentale, segnaliamo che, per il Decimino con pianoforte (quello che introduce il CD) si tratta di una assoluta rarità discografica. Il Polimnia Ensemble completa con questa incisione la trilogia che comprende musiche cameristiche di Rossini e Donizetti già incise per la Musikstrasse.

KZ MUSIK VOL.1

A.DE LEONARDIS/L.GRANATIERO/L.APRILE/A.S

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V NEPRATELSKE ZEMI

AVE MARIA 3

VARI

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SALVE MARIA

Il terzo volume della serie "Ave Maria" - spiritualità e fede nei grandi della musica.

LUIGI BOCCHERINI-GUITAR WORKS

F.LEPRI-G.GALIA-QUARTETTO DI ROMA

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INTRODUCTION AND FANDANGO

Questo è un cd didattico che contiene le composizioni di Luigi Boccherini realizzate come basi strumentali che possono da un lato contribuire alla formazione o all'ampliamento del repertorio di musica cameristica, dall'altro fornire uno stimolo a praticare la vera musica d'insieme. I brani sono stati incisi prima senza chitarra. Questa è stata registrata in un secondo momento per dimostrare che si possono ottenere risultati gratificanti suonando accompagnati da una base preregistrata. L'utilizzo del CD è molto semplice: è necessario accordarsi con il La a 440 hz. con un diapason.

OPERA ARIAS

LEO NUCCI

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DIO DI GIUDA (NABUCCO)

Il baritono italiano Leo Nucci interpreta alcune arie tratte dalle opere di Giuseppe Verdi, Gioachino Rossini, Ruggero Leoncavallo, Vincenzo Bellini.

PIANO WORKS-CARL MARIA VON WEBER

STEFANIA CAFARO

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SETTE VARIAZIONI SU VIEN QUA DORINA BELLA OP.7

Le opere per pianoforte contenute in questo cd testimoniano il grande virtuosismo e la forza comunicativa di Carl Maria von Weber. Sebbene questo autore sia rimasto per molto tempo sconosciuto al grande pubblico e sia stato spesso escluso dal repertorio dei più celebri pianisti, la sua produzione è interessante in quanto contiene in nuce una serie di importanti elementi di cui hanno fatto tesoro i grandi romantici. Le opere di Carl Maria von Weber sono interpretate dalla pianista siciliana Stefania Cafaro.

ITALIAN ORGAN WORKS

LUCA SALVADORI

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SONATA IN RE MINORE PER ORGANO PIENO-ADAGIO MA NON TROPPOADAGIO MA NON TROPPO

Luca Salvadori esegue alcuni brani per organo composti da Respighi, Martucci, Busoni, Alfano e altri autori.

CASTELNUOVO TEDESCO-GUITAR CHAMBER MUSIC-SERIE AGORA'

ARTURO TALLINI

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ROMANCERO GITANO PER CORO E CHITARRA

I sei Quintetti con pianoforte op.56 appartengono, come la serie consimile all'op.57, all'estrema stagione creativa di Boccherini: come tali, beneficiano delle informazioni che l'autore, da Madrid, inviò per lettera all'editore Pleyel a Parigi. Veniamo così a sapere che, dall'invio di questi Quintetti all'editore, Boccherini si riprometteva un certo successo editoriale, vista la moda parigina per il pianoforte. Ma sappiamo anche che quegli stessi Quintetti avevano visto la luce, nella Madrid di quegli anni e nel palazzo del marchese Benavente, nella versione per archi e chitarra: una sorta di versione privata, destinata alla predilezione - fors'anche alla bravura - chitarristica del padrone di casa. Alcune versioni per chitarra sono andate perdute. Le versioni per pianoforte hanno quindi il merito di averci garantito la conoscenza di opere altrimenti perdute. In ognuna di queste opere la costruzione della forma si basa sull'evento imprevedibile, sulla sorpresa, sul gioco della fantasia, cioè tutto il contrario della prevedibilità e della convenzione. Perchè questo avvenga l'esecuzione deve esaltare la sempre diversa disposizione di luci e ombre, di stasi e movimento.

OLIVIER MESSIAEN - QUATUOR POUR LA FIN DU TEMPS

I CAMERISTI DI ROMA

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FOUILLIS D'ARCS-EN-CIEL, POUR L'ANGE QUI ANNONCE LA FIN DU TEMPS

Il Quartetto per la fine dei tempi è una delle pagine più toccanti dell'intera opera di Messiaen. Venne composto nel lager nazista di Goerlitz, dove il compositore fu rinchiuso, nell'inverno 1940-1941. L'opera è ispirata alla visione dell'Angelo che annuncia la fine del Tempo", come viene narrata all'inizio del decimo capitolo dell'Apocalisse di Giovanni. Il Quartetto venne eseguito il 15 gennaio 1941 nel Lager, davanti a cinquemila prigionieri. In questo cd l'opera viene eseguita da Francesco Malatesta (violino), Ugo Gennarini (clarinetto), Francesco Sorrentino (violoncello), Cristofer Giorgilli (pianoforte).

LUCI E OMBRE

FABIO RENATO D'ETTORRE

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LUCI E OMBRE

Luci e Ombre "percorre quei sentieri dello spirito in cui passato e presente si fondono inscindibilmente mostrando le venature luminose e oscure dell'interiorità". Così recita la prefazione al brano per clarinetto e chitarra, che ben si addice a questo intero programma. Un percorso fortemente influenzato da un clima mediterraneo, per le tenui tinte francofone dell'Elegia, per la sonorità ora sospese, ora incandescenti della Spagna di Habanera e Queimada, per il fascino partenopeo, magico e sanguigno, della Tarantella e i toni a volte orientaleggianti della Tripartita. Perchè nel rinvio ad ambienti culturali limitrofi, esplicito o solo alluso, convivono la magia e la poesia del viaggio simbolico, della metafora.